C.A.R.A. Italia. Un film che racconta lo spaesamento dell'arrivo in un paese sempre più inospitale.

C.A.R.A. Italia. Un film che racconta lo spaesamento dell'arrivo in un paese sempre più inospitale.
Aiutaci a fare una campagna d'informazione sullo stato dell'accoglienza in Italia. Vedi e fai vedere questo film!

29 giugno, 2010

Dalla scuola al film

Un proverbio
"Un problema che pensava prima non è più male,ma un problema che non pensava prima, è troppo più male"
Abubaker Jokof

Ciao carissimi maestri...

una lettera di Abubaker

Ciao carissimi maestri,
bene, volevo fare gli auguri per il primo anno che passa da quando ci siamo conosciuti e mi sembra che era ieri ma così il tempo passa, mi ricordo bene la canzone che cantavamo lo scorso anno " il Tempo è la sostanza di cui sono fatto............." ma la cosa importante che mi chiedo sempre cosa ho fatto e cosa voglio fare oppure cosa mi sento di fare e cosa posso fare perchè si dice da noi " waan rabaa rabaa roobaa lago waayay " che significa letteralmente "voglio voglio ma è mancata la pioggia" ma si usa per dire che si serve il sacrificio e anche il potere per fare qualcosa equa.
Dunque mi sento una fortissima vergogna sul mio livello linguistico stentato e che non sono in grado di utilizzare la lingua Italianana come viecolo per apprendere dei contenuti ed aquisirene dopo essere rimasto in Italia 14 mesi e 16 giorni.
Grazie particolarmente per il consiglio di avere la pazienza perchè è un fenomeno che riguarda tutte le esperienze della mia vita che la cui tappe rispondono a tre domande fondamentali:-
1: cosa si intende crescere in anarchia e viverla essendo bimbo?
2: casa si intende fare un viaggio clandestino da un contenente ad un altro?
3: cosa si intende arrivare un paese straniero come l'Italia e cercare di viverlo?
per affrontare come questi situazioni essere paziente è indispensabile perchè si tratta vivere in una sorta di limbo, quindi sentire le parole del genere " avere la pazienza, conservare la dignità, la coscienza , non perdere la speranza ......" mi fanno ricordare delle cose e ripensare di una storia indimenticabile......
per quando riguarda allo studio come già vi avevo detto il nostro principale desiderio è quello di rafforzare il nostro sapere cioè riprendere il nostro percorso di studio che significa dedicare molto tempo allo spirito dello studio e speriamo che riusciremo con il vostro contribuito perchè chiaramente non si può fare nulla da solo si deve trovare qualcuno che ti da un mano e ti aiuta per andare avanti.
Cercando di perfezionare il mio livello linguistico e leggendo o ascoltando confronto in ogni giorno per dire centinaia di parole nuove perciò certe volte mi conviene di chiedervi delle parole ma non voglio stancarvi però mi viene chiedervi soltanto una parola che non sono riuscito a capire è cosa significa le strutture morfologiche e sintattiche? Comunque non vi preoccupate perchè mi ricordo bene quello che ci avete insegnato nei primi giorni di scuola attraverso una gara fra Tartaruga e Lepre, ed era "piano piano" quindi spero che arriveremo un giorno come la tartaruga è arrivata. Insomma bisogna partire in tempo.
abbracci a tutti
Abubaker





Con questo collage di forme e colori ho voluto rappresentare il viaggio mio e di Abubaker per arrivare a scuola dal centro C.A.R.A. (centro accoglienza richiedenti asilo) di Castelnuovo di Porto, dove siamo stati ospiti per circa sette mesi in attesa della convocazione della commissione territoriale per il riconoscimento dell'asilo politico.
Eravamo da poco arrivati a scuola, e questo è stato uno dei miei primi testi in italiano:

Ogni giorno, eccetto il sabato e la domenica e il giovedì, come sempre io vado a scuola, ma la scuola è lontana.
Alla fermata davanti al centro prendo l'autobus, scendo a Saxa Rubra, prendo il treno fino a Flaminio, cambio il treno e prendo la metro, scendo a Termini, continua la mia strada, ancora devo cambiare la metro B per arrivare a scuolanel quartiere di Garbatella.
Non abbiamo il biglietto e il viaggio dura più di un'ora e mezzo.
Hassan

Il primo giorno di scuola era il 16 ottobre 2008, lì abbiamo conosciuto i maestri, Dag, Giulio e Angelo, e così è cominciata la storia del film, che potrete ricostruire leggendo i post che pubblicheremo via via nel blog...

29 aprile, 2010

Italia quanto sei C. A. R. A.


C.A.R.A. Italia, così Dagmawi Ymer ha intitolato il suo documentario. C.A.R.A è l’acronimo di centro di accoglienza per richiedenti asilo, il luogo dove Dagmawi ha girato quasi interamente il film. Dagmawi non è nuovo a questi progetti. Etiope, da pochi anni in Italia, conosce il calvario che i richiedenti asilo vivono. Il viaggio pieno di incognite - che ha fatto dall’Etiopia all’Italia via Sahara - lo ha portato a subire o vedere violenze inenarrabili. A constatare sulla propria pelle le violazioni dei diritti umani che la Libia commette con il consenso della comunità internazionale (soprattutto dell’Italia).
Il viaggio è stato l’argomento del suo precedente documentario Come un uomo sulla terra (dove è coautore assieme ad Andrea Segre), un lavoro che ha avuto grande successo di critica e pubblico. Ora Dagmawi va più a fondo. Si è reso conto (sempre sulla propria pelle) che un richiedente asilo vive un analogo calvario anche quando approda in Italia. Nei centri di accoglienza i giovani richiedenti asilo vivono sospesi in un non-luogo dove si possono espletare solo le funzioni primarie. Nei centri non c’è niente, nemmeno un corso di italiano che per questi ragazzi sarebbe fondamentale. Dagmawi ha seguito le giornate di due ventenni somali, Hassan e Abubaker, nel centro. Molte scene non sono «autorizzate» perché non si vuol far sapere fuori il vuoto esistenziale che c’è dentro. Per questi ragazzi (tutti in regola o in procinto di esserlo) non c’è possibilità di crearsi un futuro. Quando mettono il naso fuori il razzismo e la diffidenza li travolge. Spesso i conducenti dei bus extraurbani non li fanno salire. «I passeggeri non gradiscono» si giustificano.
Ma c’è anche la speranza e Dagmawi ce la mostra. Nel centro i giovani creano una loro alternativa al degrado: cantano, cucinano e sperano in un futuro. Uno qualsiasi.

Igiaba Sciego - L'unità

16 marzo, 2010

Il tempo


Voglio regalare questa parola "il tempo" agli studenti della scuola.
Perchè credo che questa parola è molto importante.
Nel tempo facciamo tutte le cose, veniamo nel tempo, studiamo nel tempo, lavoriamo.
Così dobbiamo sentire il benificio del tempo, 
e anche mi piace regalare la canzone: 
"Il tempo è la sostanza di cui sono fatto,
il tempo è un fiume che travolge,
che mi travolge
ma io sono il fiume".
Il tempo è oro.
Abubaker